Prima puntata di The Needle come “duo” ma ciò non vuol dire che il nostro viaggio in giro per il mondo si ferma.
Per questa puntata siamo tornate in Europa, a Nottingham, per presentare la Records on Ribs, paladini della musica libera e forti sostenitore del Creative Commons. Loro sono contro a niente e mettono in pratica ciò in cui credono ossia (citando dal loro manifesto):

  • vendere musica a scopo di lucro vuol dire negare il suo valore. È ridurre gli obiettivi a numeri e ricevute. Il desiderio non può essere quantificato in queste convenzioni.
  • I CD, le cassette, internet ci permettono di distribuire gratuitamente musica senza spendere ingenti somme di denaro.
  • Chiunque può fare quello che facciamo noi. Un “free-for-all”. La bellezza è oscurata da una valanga di mondanità.

Producono artisti da stili e generi completamente diversi tra di loro, infatti vi proponiamo una puntata molto variegata ed eclettica!

Ma iniziamo a conoscerli presentandovi Blue Ducks, di cui vi abbiamo fatto ascoltare Floss Suffers From Gamma Radiation, brano tratto dal suo primo album Six. Abbiamo scelto questa pubblicazione perché rende meglio il suo genere: un hip-pop strumentale ed esuberante che si rifà alla tradizione post-Dilla.

Il gruppo successivo non è meno avvezzo alle sperimentazioni, sono gli Sweet Potato duo di Bristol che propongono free jazz, free rock, free noise, il risultato è un insieme di ritmi compulsivi e riff impressionanti in cui il clarinetto ed altri strumenti a fiato ne fanno da padrone.
Vi abbiamo fatto ascoltare una parte di Hidden Variables (una parte perché ahimè il brano dura più di 7 minuti!).

Il terzo brano che vi facciamo sentire è Stateofheart dei Talk Less, Say More, traccia tratta anche in questo caso da un album meno recente, ma che descrive al meglio il gruppo: It’s About Time.
Anche qui troviamo del rap e dell’elettronica, ma in questo caso il tutto è ispirato alla meccanica quantistica, la coscienza di Zeno e delle ragazze della propria città e delle emozioni che provi.

Proseguiamo con l’ennesimo cambio di genere passando al postrock, doom, e qualche influenza elettronica con gli All the empires of the world.
Con sonorità soffocanti e complesse portano l’ascoltatore ad esplorare il mondo sotto un’altra visione vi abbiamo fatto ascoltare Sunscraper tratto dal penultimo album della band, Saunscraper.

Restando sul tema sperimentale vi presentiamo gli Ellapse-O, duo post rock/shoegaze di Oxford. Le parole chiave per definire questo gruppo sono “rupetizione” e “struttura”, loro stessi paragonano la loro musica ad una tela di Caspar David Friedrich, nello specifico The Wanderer: sentirsi vivi di fronte all’eterno.
Vi abbiamo fatto ascoltare Sonny Liston, tratto dall’omonimo album, nonché unico LP del duo.

Chiudiamo la puntata con un altro cambio genere e vi salutiamo sulle note di A few remains degli Les Étoiles, il progetto solista di David Fitzpatrick.
La traccia è tratta dal secondo album, To leave a Mark,  che è un concept album dedicato alla sua città, Bridgnoth, alle persone, alle memorie, ai sentimenti  legati ad essi e che lo legano a questo luogo.

Qui potete ascoltare il podcast della puntata!

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