Di Valentina “Niniel” Garlant

Nell’ultima puntata di The Needle vi abbiamo presentato gli YOUAREHERE, facendovi ascoltare Tape, brano tratto dal loro primo album As when the fall leaves trees. Abbiamo approfondito parlando anche di edPorth e Micro, ossia i progetti solisti rispettivamente di Patrizio Piastra e Claudio Del Proposto, entrambi componenti del gruppo.
Ma tutto questo non mi sembrava abbastanza per presentarvi il trio romano, quindi ho deciso di contattarli e fargli qualche domanda in più.

Chi sono gli YOUAREHERE?
YAH e’ un progetto che nasce a Roma nel dicembre del 2010, dall’incontro di tre artisti, edPorth (Patrizio Piastra), French Teen Idol (Andrea Di Carlo) e micro (Claudio Del Proposto) ognuno con un suo progetto solista, che hanno provato a fondere le loro tre diverse esperienze in un unico genere musicale. Il primo disco, As When The Fall Leaves Trees, è la sintesi di tutto questo: ritmiche glitch, ambientazioni post-rock e strutture IDM. Il nome stesso e’quasi una testimonianza di questa commistione in un unico approccio.

Avete tre personalità musicali abbastanza differenti tra di voi. Ci raccontereste qual è il percorso che vi ha portato a lavorare assieme?
Al termine di una serata dove tutti e tre abbiamo suonato come solisti, abbiamo avvertito come la necessità di provare a fare qualcosa insieme. Abbiamo notato che le singole esperienze, sebbene molto diverse tra loro, avessero un trait d’union. L’idea venne subito, ma le prime note furono scritte circa un anno dopo.

I vostri progetti personali, in qualche modo influenzano la visione del gruppo?
Assolutamente si. Soprattutto nel primo album, in quasi ogni traccia è possibile percepire le singole influenze da parte di ognuno di noi. Anche oggi, che la line up è cambiata con l’uscita di scena da parte di Andrea e l’ingresso di Francesco Stefanini alla batteria, abbiamo concepito pezzi che si cucissero perfettamente addosso allo strumento suonato dal vivo.

 

In ogni traccia esplorate diversi generi e diverse sonorità . Qual è l’ingrediente segreto che lega il tutto?

L’avere un background differente ha reso possibile tutto questo. Ascoltando la traccia Tape e’come se ci fossero diverse entrate in scena per diversi generi musicali: dall’intro decisamente post rock ma accompagnato con un giro di basso sintetico, fino all’esplosione ritmica con elementi glitch, idm e post-rock amalgamati tra di loro.

Ascoltando i vostri album sembra che raccontiate qualcosa che va oltre alla vita terrena, qualcosa di etereo. Che cosa vi ispira più di tutto?
L’onirico, le metafore, la voglia di raccontare situazioni terrene, quotidiane, attraverso figure apparentemente non reali, non vicine: Montevideo, l’altra parte del mondo, le poesie di Ungaretti, immagini cinematografiche e filosofiche. Da Tarkovskji a Degas, da Fellini a Ravel.

Le vostre performance live sono contraddistinte da un unico flusso sonoro accompagnato da visual cinematici. La musica per voi è imprescindibile dalle immagini e dalle atmosfere che creano?
Assolutamente. Spesso le nostre creazioni partono dalla volontà di trasformare in musica immagini che ci hanno colpito.

Nei prossimi mesi uscirà il vostro prossimo album, Propaganda, per la Bomba Dischi. Qualche anticipazione?
Lo consideriamo un vero punto di partenza. Una svolta rispetto alle produzioni passate, complice anche il cambio di line up e, conseguenzialmente di setup. Le stesse esibizioni live si sono infatti evolute nel tempo, passando da un set completamente digitale, all’introduzione di strumenti e di un numero sempre maggiore di parti suonate dal vivo.

 

Foto in copertina: YAH @ MAXXI Museum – Photo by Cristiano Perricone

 

Annunci