Di Valentina “Niniel” Garlant

In primo luogo il nome del gruppo è composto da Merola (Merola) e il Grande Bulacky (GB), siamo un duo a metà tra i Daft Punk, i Pet Shop Boys e il Duo di Piadena. Le nostre radici sono pop e nazional popolari, ci piace giocare con l’immaginario collettivo senza scomodare Gramsci però.

Questa è la prima volta che avete composto una traccia assieme, e mi sento onorata della cosa. Cosa vi ha spinto a collaborare?
GB: Principalmente la voglia di divertirci in modo serio e genuino, attenti a non esagerare e rientrare presto la sera a casa. Però a dire il vero Merola aveva già collaborato con il Grande Bulacky proponendo un bridge per un pezzo che poi però non se n’è fatto niente, ma questa è un’altra storia.
Merola: non ne so niente. Mi dissocio. Chi è questo vecchio?

La sigla che ci avete fatto è stata l’unica di stampo garage/punk, ha un netto suono tipico degli anni ’90, sembra infatti una musicassetta trovata in cantina. Dite la verità, è un vecchio repertorio?
GB: Assolutamente no, lo giuro sulla testa di Gasparri, anzi è un brano nuovissimo, ma questo è un po’ frutto della nostra caratteristica e cioè quella di creare cose a caso che però sembrano già tutte vecchie. I nostri ritornelli danno sempre la sensazione di un brano che è stato di grande successo ma che ormai ha rotto i coglioni.
Merola: diciamo la verità  il pezzo è del Grande Bulacky e me lo aveva proposto già un po’ di tempo fa (credo un paio di anni fa) e si chiama “Fuzz che fuzz la volta buona”. Nasce come pezzo funky/garage ispirato ai bmovie cult anni 70 (polizziotteschi e non) italiani e nella prima versione infatti c’è un campionamento di Bombolo.

Voi due formate un perfetto connubio tra due epoche musicali differenti: gli anni ’90 e gli anni ‘010, cos’è cambiato negli ultimi 20 anni?
Merola: chi sarebbe quello degli anni ’10? Boh, io non sono molto attuale, forse è Bulacky… Ad ogni modo, secondo me, quello che sostanzialmente è successo negli ultimi 20 anni è:
1 la gente si è stufata di andare ai concerti
2 è troppo facile registrare un album
3 la musica rock intesa come la intendevamo fino agli anni 90 sta morendo o comunque è anacronistica
GB: ti ringrazio per la domanda, ma a causa della mia demenza senile non l’ho capita. Tirando a indovinare direi che adesso c’è una minor disponibilità ad ascoltarla.

Al di là dei gruppi in cui suonate, o avete suonato, qual’è il vostro rapporto con la musica?
GB: io ormai non suono più, mi limito a cantare sotto la doccia
Merola: non saprei… È un sentimento controverso. Alcune cose mi piacciono ma tante non mi piacciono, a partire dall’approccio che ha la maggior parte della gente con la musica. Essendo un mezzo  diretto e facilmente fruibile chiunque si sente in dovere di avere il proprio parere e questo non mi piace… E quelli che la indicano come la propria ragione di vita sono i peggiori. E poi c’è la generazione Virgin Radio (che poi sono quelli del “RUOCC”) che ha definitivamente coperto con un velo di qualunquismo quel poco di dignità che era rimasta.
Purtroppo però la musica è il veicolo che ho per potermi esprimere e giustificare il mio stupido egocentrismo.
GB: e io dico Halleluja cazzo!

Un album o un artista che vi sentite in dovere di consigliare a chi leggerà l’articolo.
Merola: ascoltate quel che più vi va, che siano i Residents, Toto Cutugno, i Titus Andronicus o i Mot Low. Fate ricerca e informatevi e non fatevi dire cosa ascoltare da qualcun altro che sia la radio, i vostri amici e soprattutto chi vi consiglia i Mot Low. Però adesso andate ad ascoltare i Mot Low.
GB: Sicuramente i Mot Low, sono forse la cosa più importante che è avvenuta nella musica dopo l’invenzione del Mi bemolle. Poi anche Buioingola dove suona mio fratello Thomas.

soundcloud.com/lavoncolander

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