Di Valentina “Niniel” Garlant

ZonaMC Scrivere col Sangue

Ammetto che io non sono una grande ascoltatrice hip pop, specie quello più underground, è un mondo a cui mi sto avvicinando piano piano, quasi in punta di piedi, nell’ultimo periodo.
Questo per introdurre un artista che ho appena scoperto spulciando tra gli artisti della Trovarobato, Zona MC, e per parlarvi del suo ultimo lavoro: “Scrivere col sangue”.

Alla realizzazione dell’album hanno partecipato molti nomi noti, ma che non voglio citare subito in quanto, in un certo senso, potrebbero sminuire o adombrare il complesso lavoro che Zona MC ha fatto in Scrivere col sangue, sia per i testi quanto per le musiche, queste totalmente diverse rispetto ai suoi lavori precedenti in quanto si abbandona la breakcore per basi più beat.
Che ci sia una maturazione rispetto anche solo a Caosmo, pubblicato nel 2011 sempre per la Trovarobato, è ovvia, infatti, tra i vari articoli e recensioni che ho letto su di lui, ho percepito una punta di disapprovazione sul fatto che abbia abbandonato la breackcore per dare spazio a delle basi beat che cadenzano meglio il ritmo delle strofe, apprezzando invece le basi composte assieme a vecchi amici, quali Luigi Funcis, Rico piuttosto che Gigs (i “nomi noti” citati all’inizio).
Vero, c’è meno sperimentazione dal punto di vista musicale, però non lo trovo un lato negativo perché così si possono ascoltare meglio i testi e concentrarsi sui contenuti, che riportano sempre tematiche attuali raccontate con uno sguardo filosofico e oltretempo.
Qualcosa del “vecchio” lo mantiene, ad esempio nelle tracce “Donne resistenti” e “Notte”, ma se  “Amici miei” (prodotto con Gigs) o ancora meglio “Monomortologo” avessero avuto una base sperimentale, quasi al limite della schizzofrenia musicale, per intenderci come alcune tracce presenti in Caosmo (che comunque resta un bellissimo album) non si sarebbe colto il messaggio che Zona MC ha sputato tutto d’un fiato, togliendone anche a chi lo sta ascoltando. Certo un beat se non viene curato in un certo modo e lasciato solo può risultare monotono, ma se tutta la parte che c’è prima è ben condita mi domando, perché no?

Si capisce che è un album scritto con la passione, con la rabbia, con il sangue. Quindi io lo consiglio, di certo non vi annoierà e non vi farà male.

L’album è in free download su bandcampquesta è la sua pagina di facebook e questo il suo sito internet dove potete trovare link e collegamenti a tutti i suoi lavori, collaborazioni e interessi. Potete scaricare la sua tesi di laurea “Un’ecologia del virtuale. Critica del web 2.0“. anche questa vi consiglio di leggere.

Annunci