Quest’ultima puntata della stagione di The Needle l’abbiamo dedicata alla Grabber Soul – 1st italian beatmakers convention, la prima giornata italiana completamente dedicata ai beatmakers che si è tenuta il 14 giugno a Firenze, organizzata dagli amici della Fresh Yo! e di cui noi, insieme a tantissime altre realtà musicali, siamo state media-partners.

All’interno del Full Music, la scuola di musica nel quale si è svolto il tutto, c’erano in totale 3 sale attrezzate: due per le jam session, cominciate verso le 15:00 e terminate dopo le 21:00, e una dedicata ai ragazzi di Meet the knobbers che hanno tenuto delle dimostrazioni sull’utilizzo di synth e drum machine analogiche. Qui i beatmakers provenienti da diverse parti d’Italia, ma anche d’ Europa, hanno potuto confrontarsi, conoscersi e interagire tra di loro, con il risultato di una trentina di adulti nel mondo dei balocchi! Non credevo fosse possibile realizzare delle jam session con macchinette, e invece loro ci sono riusciti. Un beat arrivava dietro l’altro, un suono spezzato diventava una melodia elettronica e noi spettatori ballavamo in quei pochi centimetri concessi!

Nel frattempo, all’esterno gli open dj set (svolti molto naturalmente con la domanda: “Hai i dischi dietro? Qui c’è una consolle, suona!”) hanno accompagnato i momenti di relax, mentre nel club annesso alla scuola è stata creata una market area organizzata da Deal with a Feeling – rarità in vinileIl Vinilificio, Original Cultures e, ovviamente, il banchetto della Fresh Yo!

Verso le 21:00 sono iniziati i live che sono andati avanti per tutta la notte facendoci ballare a suon di ambient, funky, hip-pop, base, bud, break, skratch, accompagnati da mc’s pronti ad aizzare la folla. Sul palco si sono alternati 13 grandi nomi: MicrosporeSonambient, StèvFranky BGrilloKappah, accompagnato in apertura e per qualche pezzo dalla voce di KaliBioshiHLMNSRABackwordGodblesscomputersGo DugongApes on TapesAlik e per finire con l’eclettico Biga assieme a Millelemmi il quale, tra un ringraziamento e l’altro, tra un “bomber” e un “pantaleee” (non so cosa dicesse veramente, io capivo questo!)  si è mostrato anche un abile presentatore e intrattenitore di folle.

 

 

8 ore intense e un susseguirsi di generi che ci dimostrano che la scena non è morta. Sono certa che chiunque abbia partecipato alla Grabber Soul, musicisti o spettatori che fossero, abbia imparato molto da questa esperienza e in futuro dirà con orgoglio “io alla prima convention c’ero!”.

Aspettando la prossima, vi lasciamo con la nostra gallery, e la puntata radio dedicata con alcuni estratti dei live serali.

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