Di Chiara Manchovas.

Nella scorsa puntata di The Needle abbiamo trattato un’etichetta, che più che una label tradizionale è un collettivo di artisti e musicisti, di Pordenone: la Megaphone Music.
Abbiamo deciso di contattarli e fargli qualche domanda per conoscerli meglio!

“Meghaphone D.I.Y. collective since 2009”, questa è la vostra descrizione breve che compare sulla pagina Facebook: più che una label tradizionale siete un collettivo di musicisti, graphic designers, e video artists “dove non ci sono vertici ma una ripartizione equa dei ruoli per la gestione dell’etichetta”.
Ci piace molto questo vostro approccio… Ci racconti meglio del vostro ideale e in generale del progetto Megaphone?
Il collettivo è nato in principio grazie all’associazione di tre entità Threatcon CharlieThe Storylines e Arnoux. L’idea era quella di creare un circuito tra gruppi locali simili per attitudine, dare massa ad un simbolo dal quale ricevere indietro energia.
Dopo le prime tavole rotonde ci siamo ritrovati a gestire una vera e propria forma di società anarchica, brulicante di idee e bellissima, la divisione dei ruoli è stata necessaria e spontanea allo stesso modo, ognuno in base alle proprie attitudini, interessi e capacità, si è messo al proprio posto e grazie ad un fittissimo scambio di mail tra tre Nazioni porta avanti l’astronave. Naturalmente tra una scrivania e l’altra ci sono ancora incursioni incrociate e mega deliri fuori tema, ed è li che nascono sempre le idee migliori ed è li che il termine Collettivo acquista veramente un senso e potenza: nella partecipazione.

Megaphone MusicIl simbolo/logo Megaphone è un simpatico robottino, ci piacerebbe fare conoscenza con lui Ce lo presenti? Chi è? Come mai proprio lui?
Qui ci si addentra nella leggenda, 5 anni fa Megaphone, un robot stilizzato nel nostro simbolo e proveniente da una galassia lontana e sconosciuta, si è avvicinato al nostro pianeta sfiorando la stratosfera, percependo con le sue potenti antenne delle strane vibrazioni a lui sconosciute ha deciso di atterrare. Accortosi di amare visceralmente le onde sonore che si propagano in un’atmosfera come la nostra ha deciso di fermarsi sul nostro pianeta e fondare un’etichetta discografica.
Nascosto tra i boschi del Friuli e connettendosi a internet grazie all’elettronica dei sui circuiti ha organizzato un incontro alla cieca tra alcuni musicisti che lo avevano colpito, con il desiderio di fondare assieme un collettivo.


Megaphone è un progetto nato nel nord est, più precisamente a Pordenone e dintorni, la maggior parte dei vostri artisti è della zona, e in generale risalta molto il forte legame che avete con il territorio. Siete un collettivo culturalmente attivo ed interessante che opera in luoghi apparentemente chiusi a riguardo, come riuscite a far fiorire le vostre idee in questa realtà?
In generale ti direi che le idee fioriscono perché sono prepotenti e inarrestabili nella nostra mente, ma il nord-est e più che mai la zona della provincia Pordenonese sono al momento lontani anni luce da un certo furore culturale che dovrebbe essersi innescato e continuare a bruciare spontaneamente. Nei paesi, a parte qualche rara vampata, è sempre stato e sempre sarà così ed è per questo motivo che chi fa arte quasi sempre si sposta dalla provincia, e poi, sfortunatamente, dall’Italia. Un argomento complesso di cui potremmo parlare per giorni. Noi amiamo la natura dei luoghi in cui siamo nati come quasi tutti gli esseri umani, a chi la montagna, a chi il mare, a chi la metro.

In effetti al progetto Megaphone non contribuiscono solo artisti strettamente legati al nord est, per esempio nella vostra scuderia compaiono Angela Aux (tedesco) e Sixth Minor (napoletani) come sono nate queste collaborazioni oltre zona? E più in generale, quali sono i vostri gusti e i criteri principali con cui scegliete gli artisti da inserire nella squadra?
Il processo di espansione del “circuito” è stato molto naturale, ad esempio la nascita della Compilation di Natale (che ha appena visto il suo quinto capitolo) ci ha portati ad ospitare molti artisti internazionali, uno di questi era Angela Aux, la sua musica ha colpito profondamente il Robot Cosmico e dopo qualche giro di mail, un suo concerto in Friuli e qualche giro di birra Bavarese l’amicizia era stretta e salda. Ogni uscita ha la sua storia, Sixthminor, il loro esordio è una sberla in faccia, non passa inosservato un disco così e nemmeno il loro cuore.
In generale non esiste una linea di genere, Megaphone ama ugualmente la cassa della 808 quanto l’ukulele, se la vibra è buona.

D.I.Y come le cassette edizione limitata che avete realizzato per Top Banana, Jackeyed e The Sleeping Tree, registrate ed assemblate a mano. Avete così aggiunto un certo “peso” fisico alla vostra musica, distinguendola dal facile quanto effimero download di un mp3. Un progetto bellissimo che sottolinea il valore delle vostre produzioni, e della musica in generale. Ma come ha risposto il pubblico a questa vostra proposta? E quanto è efficace un ritorno all’oggetto fisico nel distinguersi dalla massa dell’etere?
Nelle tavole rotonde a cui abbiamo accennato prima si è discusso della freddezza dell’mp3 e del “jewel case” per i CD, il design del packaging di CD e cassette è un’altra delle nostre passioni naturali, è stato divertente cimentarsi nel design delle nostre uscite, testata d’angolo “June Leaves” di The Storylines che è un oggetto incredibilmente intriso di amore per l’artigianato manuale.
Poi sono venute le cassette come continuazione di un rituale della gioventù sonica anni ’80/’90, io ne ho ancora un centinaio duplicate a mano da me e dai miei amici, fatte per passare qualcosa di importante a qualcuno, quelle cassette con cento calligrafie differenti mi hanno cambiato per sempre. Quindi più che una questione di premeditazione per distinguersi dalla massa è un modo di fare che volevamo mantenere e che molta gente apprezza e condivide.
Nel nostro canale youtube ci sono un po’ di mini documentari su alcuni processi di lavorazione, per appassionati di vinavil, taglierini e trapani a colonna.

Consigliateci un’etichetta, Italiana o estera, che secondo voi deve essere conosciuta assolutamente!!
Megaphone è talmente cangiante che ognuno dei componenti del collettivo dovrebbe buttare al centro la sua… Già che abbiamo parlato di cassette, ma ti parlo personalmente, ultimamente sto scavando nel catalogo di Chemical Tapes, una miniera di musica e packaging spettacolari!

Annunci