Di Valentina “Niniel” Garlant

Tra gli artisti peresenti nel catalogo della White Forest, sono rimasta colpita da un nome, anzi due: Rycott e Ikebana. Il primo è il nome dell’artista (nella vita Federico Gentile), mentre il secondo è il nome dell’EP.
Quattro tracce in totale: due inediti, Ikebana e Leedskalnin, e due remix rispettivamente di PlatoMapo Heiwajima.
Incuriosita da questo suono delicato e fresco dal sapore esotico, ho deciso di contattare Federico per parlare del suo lavoro.

RycottCiao, parto con una domanda banale: da dove arriva il tuo nome? (Dovevo fartela, quando leggo dei nomi così mi incuriosisce sapere la storia che c’è dietro!
Ciao! Il mio nome deriva sia da un alimento molto noto in Sicilia (si trova nei cannoli, cassate,ecc.. insomma la ricotta), sia dal mio vero nome, che come sapete già è Federico. Quindi ho fatto una sorta di fusione.
Perché la ricotta? Perché è un alimento caratteristico della mia terra che, come tutti i siciliani, ne sono profondamente innamorato. Poi la ricotta è qualcosa di fragile, un po’ come i miei pezzi che descrivono in qualche maniera quello che sento dentro di me, mettendo in mostra una parte della mia fragilità. Butto un po’ fuori di quello che ho dentro così, con la musica.

Come nasce e chi/cosa è “Ryko the drummer”?
Sono sempre io! In realtà sarebbe Ryko the drummaker. Sarebbe l’altro mio progetto parallelo principale.
Sin dal 2007 sono sempre stato conosciuto con quel nome, fino a quando non ho deciso di creare questo secondo progetto nel 2012, Rycott, per fare un genere più da ascolto e introspettivo. Come Ryko the drummaker faccio electro-house, breakbeat e drum’n’bass e altre tracce da dancefloor che sono anche un po’ violente, diciamo.
Sono la doppia faccia della stessa medaglia, Ryko TDM è il braccio e Rycott la mente (ora penserete che soffro di doppia personalità!!).

Com’è fare musica elettronica in Sicilia?
Io sono di Milazzo in provincia di Messina, e ammetto che all’inizio ho trovato molta difficoltà dalle mie parti a far ascoltare i miei lavori o cercare qualche posto dove poter fare liberamente un Dj Set senza dover mettere per forza la canzonetta da classifica di turno. Ora invece sento che le cose sono cambiate: la musica elettronica è più apprezzata rispetto a quando iniziai ad appassionarmi da ragazzino a questo mondo. Ancora però sento che bisogna fare molto in questo campo, vorrei coinvolgere più gente, vorrei incuriosirne ancora di più, vorrei vedere più locali dove si passi anche questo tipo di musica. Io provo a dare un mio piccolissimo contributo nella speranza che le cose vadano sempre meglio e la gente possa scegliere un alternativa alle serate commerciali. Certo, non sempre vengo ascoltato, ma come miliardi di persone nel mondo è normale a volte non sentirsi profeta in patria!

Il tuo sound è in continua evoluzione, sei partito con l’electro house per arrivare alla fidget, ed ora, con Ikebana, sei approdato al garage/post dubstep. Tra tutti questi generi, c’è qualche elemento che ti porti sempre dietro?
Bella domanda! Si diciamo che i generi li ho sperimentati quasi tutti nella mia vita. Non ci ho mai pensato a dire il vero, però ora che mi spingi a farlo, forse un elemento che mi porto dietro da sempre è la variabilità e la dinamicità dei miei pezzi nella loro struttura. Non so se sia dovuto al fatto che ho mille idee in testa e cerco di farle uscire tutte in una volta in pochi minuti di note, oppure al fatto che io abbia paura di annoiare l’ascoltatore e quindi tendo a rendere le mie tracce meno ripetitive possibile. 😀

A proposito di Ikebana, questa parola è giapponese, ed è l’arte dei fiori, o meglio, l’arte di creare composizioni di fiori che in antichità venivano donate come offerta agli Dei. Il tuo EP quindi si può considerare un’offerta all’ascoltatore?
Esatto! Si un regalo per chi ha il piacere di ascoltare me e la mia musica. Si rifà anche un po’ alla politica della White Forest Records e di questa magnifica “famigghia” che mi ha adottato (e a cui voglio tanto bene), che è sempre stata dalla parte della musica libera e indipendente e del libero ascolto.
Poi diciamo pure che ho una fissa per il Giappone e delle sue arti antiche, della sua tradizione. Sono stregato da questa nazione e di tutto ciò che è dell’antico Giappone. Per quanto ne sono affascinato cito spesso il Giappone nelle mie tracce, come ad esempio Origami che è appunto dedicata all’arte dell’origami ed è in qualche modo legata ad Ikebana. Sono due tracce che rappresentano il mio sogno proibito da raggiungere come l’estremo oriente, una meta impossibile. Spero un giorno di andarci!

Ultima richiesta: un album da ascoltare assolutamente!
Qua sono in seria difficoltà… È difficilissimo consigliare un solo album! Personalmente credo Incunabula degli Autechre, grande fonte di ispirazione specialmente per le mie produzioni Ambient e IDM, e poi perché stento ancora a credere che sia un album del 1993!

 

Per ascoltare/acquistare l’ep: whiteforestrecords.bandcamp.com
Per seguire Rycott: facebook.com/rycotta – facebook.com/pages/Ryko-the-drummaker

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