Di Claudia Losini

Carlo Pusceddu, in arte Grovekinglsey. Classe 1987, sardo di nascita e d’appartenenza, è uno dei produttori che orbitano nell’universo White Forest Records. Ho voluto fargli giusto qualche domanda per capire le sue influenze, e cosa lo ha portato a produrre un suono così particolare.

 

GrovekingsleyPartirei con le domande di rito: Carlo Pusceddu quando comincia a meditare di produrre musica? 
Nel 2006 inizio a fare le miei prime produzioni di stampo abstract hip-hop, o almeno al tempo veniva data quell’etichetta. Roba senza senso. Ogni tanto riascolto qualcosa e mi faccio una risata.

Grivekingsley è un nome molto interessante. Visto che da questo si capisce sempre tutto (Claudia vuol dire la zoppa, e difatti ho un ginocchio partito per la tangente), cosa possiamo capire dal tuo, di nome d’arte?
Il mio nome è una fusione tra due artisti che ho sempre ascoltato e stimato e cioè Gershon Kingsley e Grover Washington Jr. per una mera scelta stilistica ho tolto la R dal buon Grover. Credo che con questi due nomi si possano capire le mie radici.

Leggo che dal 2007 ti occupi di promuovere la musica alt-hip hop in Italia. Ecco, io sono una capra. Mi daresti due dritte per capire il genere di cui stiamo parlando?
L’alt-hop prima che uscissero tutte queste classificazioni per me era semplicemente l’hip hop con un taglio più elettronico, sono da sempre (e per sempre) estimatore Anticon e nel mio piccolo cercavo di portare avanti certi suoni. Ora però i confini non esistono più, certe scelte stilistiche pop sono entrate nel mondo underground e viceversa… Questo non mi fa storcere il naso, sono semplicemente evoluzioni.

Le tue influenze principali a chi le dobbiamo?
Tutto, e non dico tutto così tanto per dire! Arrivati ad una certa ti accorgi che non ti basta stare nel tuo cantuccio ad apprendere quelle tecniche ma vuoi di più e ti fai ispirare da qualsiasi cosa. Ovviamente ci sono dei produttori che hanno segnato il mio modo di fare e con i quali sono cresciuto, uno su tutti Alias dell’Anticon.

“Natura EP” è uscito ormai qualche tempo fa per White Forest Records, un bel viaggio nella natura rigogliosa di suoni. In un periodo in cui tutti sfornano ep ogni due mesi, tu prendi il tuo tempo per confezionare bei prodotti.
Credo che si debbano rispettare i propri tempi, lunghi o brevi che siano. Non ho nulla contro chi sforna ep, singoli e dischi come una fabbrica, per me significa che ha qualcosa da dire e lo vuole dire subito. Tutto qui.
Io per esempio non sono prolifico come altri colleghi però cerco sempre di mettere qualche traccia gratuita in giro nella rete perché quella traccia che metto rappresenta in quel momento qualcosa che voglio dire. Fare un singolo o un remix sono i miei modi per parlare con gli altri!

Penso che in un momento in cui c’è sempre tanta musica al fuoco sia necessario trovare spazi nel caotico fervore prodotto dall’etere. Cosa ne pensi dell’attuale panorama musicale italiano?
Se ci riferiamo all’ambiente “beat/elettronico” ti dico subito che per me è come un giovane atleta dal sicuro avvenire e per questo deve ponderare bene le sue scelte. Mi fido delle realtà che si stanno creando in certe città e so che ci sono margini di crescita assurdi.Internet ha semplicemente aiutato a trovarci e a fare rete!

Cagliari. Secondo me tanto fa la città in cui si vive, l’ambiente di provenienza. In che contesto sei cresciuto?
Ora abito a Cagliari, ma ti giuro che prima di tre anni fa non ci avevo mai messo piede se non per andare a prendere l’aereo. Sono originario di Oristano (centro ovest Sardegna), regno della noia dove ad una certa sei messo di fronte ad una scelta: o fai qualcosa o non fai nulla. Questo “fattore noia” devo dire che ha influenzato molti di noi così tanto da poter creare una piccola scena dedita ai beat.

Ho ascoltato e apprezzato molto il tuo remix di “Black eyes” (EP di Earthquake Island e Kavemura) uscito pochi giorni fa, adesso stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Grazie, per me è stato un piacere essere inserito in un così bel lavoro con gente capace.Ci sono cose nuove nell’aria, ma sto cercando di portare tutto ad un livello superiore quindi ci vorrà tempo e pazienza! Posso confermarti una cosa, una piccola anteprima nulla di più: con i ragazzi della Blueroom e del Frames stiamo organizzando un festival per questa estate, ovviamente in Sardegna, con una ottima line up di artisti che per noi sono il presente ed il futuro della scena italiana.

 

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