Di Valentina “Niniel” Garlant.

Circa un mese fa, il 13 marzo per la precisione, è uscito Arousal per la Fresh Yo! label (ndr. etichetta italo-svedese di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata di The Needle in radio), frutto della collaborazione tra Kali e Kappah.
Entrambi provenienti dalla terra del poco o nulla qual’è il nord-est Italia (ndr.2 posso parlare così perché arrivo da quelle parti lì), hanno unito le loro migliori qualità per creare un EP che lascia senza parole e fa soltanto sognare.
Lei, Kali, con la sua voce soave e melodica, non capisci da dove provenga. È eterea.
Lui, Kappah, accompagna il canto con melodie che fluttuano prima nell’aria e poi sotto l’acqua. Sono qualcosa di emozionante e indefinito. Solo i beat e i bassi sono definiti e meravigliosamente imponenti.
Sono solo 4 tracce, ognuna con un carattere ben distinto: Guilt, l’opening track, è straziante. Personal Safari è suadente. Dark Forest è risvegliante. Neuroticism è combattiva.

Come lo hanno definito loro questo è un EP

che esplora il rapporto tra i sensi, l’anima e la ragione, concentrandosi sullo stato di vigilanza e una maggiore allarme sensoriale in cui lo stato di eccitazione presentare il nostro corpo.

Io mi sono innamorata all’istante di questi 4 brani, e mi sono detta che dovevo a tutti i costi conoscerli e fargli delle domande.

Come nasce la collaborazione Kali-Kappah?
Kappah: Ti rivelo uno scoop. siamo una coppia. Alle prime uscite da fidanzatini lei saliva da me a vedere la mia collezione di campionatori, e a differenza di me, li sapeva anche suonare!
Per cui sono rimasto colpito oltre che dalla sua voce, anche dalla sua abilità nello scrivere canzoni, io di mio conto ero arcistufo di fare solo basi reps e poi da cosa è nata cosa, non potrei nemmeno spiegartelo con esattezza, la musica ci unisce nella vita e così è.

Oltre ad Arousal avete in programma di far uscire altre tracce assieme, oppure questa è stata una collaborazione “speciale”?
Kappah: Speciale come le passate e le future 🙂 ( se lei iniziasse a fare il rap pero’ …mmm…)
Kali: lo prenderò in considerazione (ride)

Che cosa rappresenta per voi Arousal?
Kali: Catarsi
Kappah: Bisogno

Kali, il tuo nome, tra le divinità indù, è una Dea battagliera e feroce, per nulla femminile e materna. Ti ritrovi in questa figura, oppure il tuo nome ha tutt’altra storia e questo è solo un caso?
Il nome è assolutamente legato alla divinità induista. Kali è si dea feroce e distruttrice, ma il suo è un distruggere per ricreare. Essa rappresenta l’energia femminile nella sua forma più “feroce” e dirompente, l’agire, il combattere. Ma quello che mi affascina di più di questa dea sono i simboli che vi sono associati, soprattutto la pelle scura che indica la dissoluzione di ogni individualità, così come tutti i colori si dissolvono nel nero; la nudità che rappresenta la verità e la caduta di ogni illusione, e la sua spada distruttrice di false consapevolezze. Ho sempre sentito un legame molto forte con l’oriente, soprattutto con l’India, per molti aspetti sono molto più avanti di noi.

Il tuo modo di cantare è molto nordico, mi ricorda molte cantanti scandinave (in alcuni momenti mi ricordi molto Anneke van Giersbergen – che adoro tra l’altro) ma al tempo stesso ha la fluidità del soul… Quindi ti ispiri a qualcosa, hai studiato nello specifico qualcuno, oppure è tutto un caso e questa è semplicemente “la tua voce che esce così”?
Ti ringrazio, è sicuramente bellissimo ricordare un artista così! Quello che posso dire è che il mio percorso è stato (e sicuramente sarà) molto vario: è iniziato dal rock psichedelico a quello più malinconico dei velvet underground e Nico, per poi passare alla musica jamaicana, dalla reggae alla dub, al trip hop ovviamente e alla musica elettronica bella scura, senza tralasciare infinite full immersion in sonorità etniche soprattutto indiane e africane. In realtà la parte soul è abbastanza fresca, c’è nera bisogno per ammorbidire e portare un po’ di luce e dolcezza nella voce. Ne sentivo la mancanza ed è uscita.

Kappah, i tuoi pezzi sono “famosi” per essere costituiti da campionamenti vari. Mi piace immaginare che tu abbia una cartella con una lista interminabile di campioni e quando decidi di comporre una traccia, con aria pensierosa, ma decisa, ne prendi uno e lo piazzi ad un certo punto della time lime.
Dimmi che è così! Oppure hai già in mente un passaggio e lo registri apposta?
C’hai preso in pieno. Diciamo che il mio approccio alla “composizione” è tutt’altro che didattico, anzi , non so suonare nessuno strumento più di quel che mi serve per campionarlo e stravolgerlo, butto giù cose dettato solo dall’emozione del momento. L’unica cosa che programmo sono le giornate in cui ascolto solo i dischi e registro nel campionature i chops che mi piacciono. il resto è tutto un lasciarsi andare e inciampare sul groove.

Molti artisti con uno stile musicale simile al tuo in un modo o nell’altro sono caduti nel vortice della Trap pubblicando almeno un ep o singolo. Ascoltando i tuoi lavori, invece, non ho sentito nemmeno un di questi suoni (giusto giusto un rullante qua e là, ma è un suono vecchio come il mondo, quindi lo accettiamo), come hai fatto a resistere al genere?
A rischio di cadere nel banale, io faccio musica per far star bene me stesso prima degli altri, e per cercare di esternare quello che sono attraverso questo bel mezzo che sono note, samples, batterie storte ecc ecc. La trap ( ma puoi sostituirla pure con la juke, la dubstep e
tutte queste cose che vanno e vengono ) semplicemente non mi appartiene, non mi piace, sono una testa hip hop e quella mi tengo , mi piacciono le batterie incinte e i samples flippati fuori tempo. Ogni tanto anche rappo,male.

Domanda al brucio: com’è la situazione urban music nel nord-est italia?
Kappah: Parlando della mia regione, il Friuli , ti posso dire che ci sono un sacco di ragazzi molto bravi che portano in alto il “genere”, due nomi su tutti Microspore e Liquid Frames, senza dimenticarsi di Railster ( Friulanissimo ma che ora vive a Londra ) che con la sua compila
beat.it ha segnato un Traguardo per tutta la scena Italiana.
Il problema vero nella nostra regione è che il Friulano medio conosce ben poco divertimento oltre a quello “alcolico” quindi le serate sono molto poche, e anche quando si può suonare, cè sempre qualcuno dall’alto pronto a rovinarti la festa. Io comunque lo dico sempre a tutti, se vi piace la musica elettronica non convenzionale, la mia porta di casa è sempre aperta , portate le vostre skills e ci divertiremo.

E qui, potete ascoltare Arousal. Buon ascolto!

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