Ieri sera vi abbiamo fatto fare un viaggio alternativo tra la musica dell’etichetta romana Bad Panda Records.

Siamo partite dalla California con i Dumbo Gets Mad, emiliani di nascita, psichedelici per passione. Ci portano su un terrazzo a Los Angeles per sorseggiare un cocktail al suono di Radical Leap. Il cui video è un trip ottico degno di “That 70’s show”, quando sono in erba.

Sempre rimanendo in tema psichedelia, ma declinata nella sua versione dream pop, approdiamo sulle assolate spiagge pugliesi con i Girl with the gun, un trio composto da Andrea Populous Mangia, Matilde Davoli (ex Studiodavoli) e Andrea Rizzo (il Genio). “Ages” è un disco che racchiude tutte le influenze dei tre ragazzi, arrivando a un suono corposo, muscolo, fatto di influenze shoegaze e pop.

Per cominciare un allenamento vi consigliamo Hold on for Cues.

Il nostro intricato viaggio alla scoperta di legami tra gli artisti continua con Indian Wells, che non è solo un torneo, ma anche un produttore italiano che nel 2012 ha fatto uscire “Night drops”. Da Wimbledon 1980 fino a South beach dipinge l’immaginario di un set tennistico notturno e inventa un genere tutto suo: la tennistronica. Noi vi abbiamo fatto ascoltare la title track, Night Drops, ma vi consigliamo di fare un giro su Youtube e guardare anche il video di South Beach.

Earthquake Island è emigrato a Tokyo, ma in realtà ha origini venete come la nostra Valentina. Nel suo progetto racchiude tutte le sue influenze, che vanno dall’hip hop all’ambient, e crea brani sperimentali unendo pezzi di documentari reperiti a caso su Youtube. Il pezzo che vi abbiamo fatto sentire è Naked Water, dal suo ultimo omonimo ep, remixato da Yakamoto Kotzuga. E proprio di quest’ultimo andiamo a parlare: pensate sia giapponese? Macchè. È anche lui italianissimo, oltre che giovanissimo e pure lui compatriota della nostra speaker. In un anno ha già pubblicato due lavori, Rooms Of Emptiness e Lost Keys & Stolen Kisses. Noi vi abbiamo fatto sentire Your smell, un pezzo down-tempo chillwave accompagnato dalla voce della sorella.

Tra una disquisizione sul tennis e l’angolo dei gatti, il rush finale è super concentrato, con  il brano di Rioux (che si legge Ree-Yoo), un artista eclettico che non produce soltanto musica, ha infatti partecipato alla Biennale di Venezia del 2013 insieme a nientepopòdimenoche David Byrne. Nel 2011 pubblica il suo primo video-album Everything You Need Is Right Here attirando l’attenzione di una major (la A&R) che gli propone un contratto, ma lui rifiuta per spostarsi a Berlino dove vive alla giornata studiando arti visive. Pubblica in seguito Come on all your ghosts, il cui singolo Find the reason riceve una nomination ai turni preliminari ai Grammy nella categoria Best Dance/Electronica Single.

Si finisce con Steven Smirney, ossia Luca Muraglia, e si torna al caldo mare italiano della Sardegna. Le sue influenze vanno dalla scena hip-pop sarda, al metal/nu-metal, allo ska, per passare poi all’elettronica, principalmente la drum&bass, anche se non è etichettabile ni un genere preciso. Nel 2013 ha pubblicato in collaborazione con la Bad Panda 19 days with no shirt, un progetto audio visivo che racconta la sua estate in Sardegna, nella zona di Serbariu. Sono 19 brevi tracce realizzate con un laptop, un microfono e una tastiera Rodeo per raccontare ogni giorno trascorso in mezzo al nulla. Le tracce sono accompagnate dalle illustrazioni di Tellas, giovane writer sardo, mentre Kae, amica e collaboratrice, si è occupata della parte grafica del sito che racconta il progetto. Con Kae e Autre fonda nel 2012 il progetto DIVA, con cui hanno remixato il pezzo You make You feel dei Dumbo gets Mad.

Qui potete ascoltare il nostro podcast, alla prossima!

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