Di Chiara Manchovas.

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CONGIUNZIONI ASTRALI, PT.2

Giovedì 20 febbraio sono stata all’Hiroshima Mon Amour  a vedere e sentire Davide Toffolo (fondatore dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e dell’etichetta La Tempesta Dischi, oltre che uno dei più importanti autori del fumetto italiano) che ha accompagnato, disegnando su grande schermo, la band dei Dorian Gray  e ha presentato, in concerto acustico e spettacolino, il suo nuovo libro a fumetti: “Graphic novel is dead” (Rizzoli Lizard).

Dunque, sono qui per svariati motivi: il primo, è che questa serata fa parte della “congiunzione astrale” ricevuta in regalo per Natale a gennaio… si, non avete capito nulla, ma niente paura, è tutto spiegato qui: Congiunzioni astrali PT.1

Avevo una missione da portare a termine:chiedere a Toffolo di firmare il libro della ZOOprint &press, contenente da un lato venticinque illustrazioni sue e altrettante dall’altro lato di Arrington de Dionyso, del quale ero già riuscita ad avere la dedica.

L’altro motivo è il mio debole per Davide Toffolo e i TARM, dunque non potevo mancare a questo appuntamento, soprattutto dopo  l’entusiasmo instillato dalla lettura di Graphic novel is dead.

Una precisazione: seguo e adoro questa band e il suo leader sin dal liceo, quando cantavo con sincero trasporto di adolescenza e vita in provincia “prova a star con me un’altro inverno a Pordenone”, senza la minima idea di dove fosse Pordenone. E adoravo, divoravo i fumetti di Davide, mi sgolavo e ballavo ai concerti in città, con la mia amica Emilie… Fino all’ultimo album che, uscito nel 2012, mi ha accompagnata e sostenuta attraverso uno dei periodi più bui della mia vita… Ma non posso dilungarmi troppo a raccontare del mio allegro legame, questo diventerebbe un articolo più lungo di quanto già non lo sia, quindi inizio a raccontavi della serata.

Il tutto inizia con  il concerto dei Dorian Gray, band sarda nata negli anni ’90, che suona il rock italiano, tipico di quella decade, malinconico e un po’ onirico, accompagnata appunto, dai segni di Toffolo per Sound & vision un progetto di performance di musica e disegno dal vivo che la band, guidata dal cantante Davide Catinari, porta avanti dall’anno scorso con un disegnatore di volta in volta diverso. Questo è appunto il turno di Davide, che, armato di pennelli e chine, lavora trasportato dai brani, soprattutto strumentali, ed il tutto viene proiettato su grande schermo. Inchiostro e musica che danno vita ad una performance coinvolgente ed emozionante, soprattutto sono rapita dalla semplicità con cui Davide, tramite un paio di segni veloci, riesca a dare profondità ed espressioni intense ai volti e i corpi che crea.

Finito il concerto, dopo una breve pausa, ecco che risale sul palco come ElTofo, suo alter ego, usualmente vestito da Yeti e con il volto coperto dalla tradizionale maschera a teschio, accompagnato da Andrea Maglia che dall’uscita dell’ultimo album “Nel giardino dei fantasmi” (2012) è “il quarto allegro ragazzo morto”.

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Come ulteriore riprova della congiunzione astrale in atto, la prima canzone in acustico che il duo ci regala é “La mia vita senza te” un pezzo a cui sono particolarmente legata, e come ogni volta, puntualmente mi commuovo e ho gli occhi lucidi…

Lo show continua, con altra musica e sketch comici ed ha esattamente il sapore del libro: “Un’autobiografia con il cuore in mano” composta da circa 140 tavole (che sembrano essere 140 canzoni) e da una parte fotografica, dove la sua identità è divisa fra Eltofo, il personaggio pubblico, il supereroe vestito da Yeti, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, e Davide Toffolo, fumettista e musicista. Ed è proprio di quest’ultima figura che ci racconta, intimamente, come non aveva mai fatto: ci mostra casa sua, i suoi oggetti, i suoi libri, i disegni sparsi nelle stanze, si mostra a nudo, in mutande (letteralmente) ci sussurra prepotentemente la sua storia e le sue paure, le sue idee. Anche lo spettacolo è diviso in due: quando è ElTtofo suona e canta i pezzi dei Tre Allegri e si mostra “supererore”, quando è Davide racconta il suo quotidiano, di come passa il tempo, ci mostra le fotografie che scatta durante il tour, come gioca alla Wii, insomma, a parer mio, è stata una presentazione davvero perfetta e coerente per il suo libro, che personalmente ho apprezzato oltremodo e che mi ha parecchio commosso. E come nel libro ad accompagnarlo in questa avventura sono il suo oracolo Andy Kaufmann e Pepito il pappagallino.

Alla fine si, sono riuscita a porgergli il mio libro, già firmato da de Dionyso, e a chiedergli di aggiungere la sua firma: lui, cappellino rosso e giacca camouflage, impugna il pennarello ed esclamando “Ah ma hai anche già la sua firma? È forte lui eh?” mi dedica il libro e mi fa un disegnetto sulla sovracoperta.

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Il tutto si conclude tardi,  allora posso tornare a casa stanca, ma felice. Dormo quattro ore, vado a lavoro il giorno dopo e faccio una riunione con il cliente con ancora il timbro dell’Hiroshima sulla mano e i vestiti e i capelli che sanno di fritto della cena pre concerto, ma almeno indossando ancora i tacchi che mi danno un certo tono!

Ringraziando, Davide ed El Tofo, Arrington e, di nuovo, l’autore del regalo, non mi rimane che segnalarvi la serie di concerti, esclusivi ed irripetibili, che i TARM propongono per i loro vent’anni: “Aprile 1994”, come fossimo vent’anni fa. Tutte e solo le canzoni delle origini, quelle contenute nelle cassette autoprodotte Mondo Naïf, Allegro pogo morto e Si parte, riproposte per l’occasione in edizione in vinile a tiratura limitata da La Tempesta Dischi e Tannen Records. Le date esclusive saranno solo dieci, a Torino suoneranno al Lapsus il 15-04-2014, ed io non mancherò… A presto!

”Bacini e rock’n roll!”

Chiara.

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