Di Valentina “Niniel” Garlant.

Edison BoxHo scoperto di recente un’etichetta discografica molto interessante: la Edison Box. Nata tra Torino e Cuneo pochi anni fa come etichetta discografica, ma attiva da più tempo come servizio booking. Il loro catalogo spazia dai suoni più psichedelici come quelli degli Umanzuki o Maniaxxx, a quelli più garage come i The Baboon, per arrivare anche ai suoni decisamente più pop-folk dei Dresda Bàruch o i francesi  Catalogue (questi sono solo alcuni nomi presenti tra le loro release), hanno di recente collaborato con l’etichetta indipendente I dischi del Minollo per la realizzazione dell’ultimo album di Deian. Quindi ce n’è per tutti i gusti!

Quelli della Edison Box sono ragazzi che puntano al valore del disco, alla qualità che gli viene proposta e non al mero commercio dell’industria discografica, che spesso sminuisce le capacità dell’artista per andare incontro alle esigenze di “mercato”. Sono quindi ragazzi genuini che restano fortemente attaccati ai loro valori e ideologie.
Sono proprio queste le ragioni che mi hanno spinta ad intervistare i fondatori dell’etichetta, e parlare di loro nella puntata radio andata in onda mercoledì 5 marzo (qui il podcast!).

Come vi è venuta l’idea di fondare un’etichetta? Ma soprattutto, come mai proprio Creative Commons?
Hai letto uno dei nostri post? Abbiamo immaginato di intervistare un certo personaggio misterioso dal nome del noto attrezzo agricolo che ci ha dato alcuni spunti. (io abito in provincia di Cuneo, circondato da agricoltori – forse che l’idea derivi da questo?):

Zappa su EdisonBox
“Ciao Frank come stai?”
“Bene.”
“Com’è la situazione nel 2014?”
“La cassetta è sparita, il CD annaspa, il vinile pare uno zombie.”
“Ma qualcosa sopravvive?”
“Si, la forma disco.”
“E cosa fa EdisonBox al riguardo?”
“Il solito. Si occupa di dischi.”
“Ma in che modo riesce a farlo?”
“Costo zero ed etica nell’ epoca cyber.”
“Ma nel 2014 ha ancora un senso?”
“Si, solo in questo modo ha un senso. Ora vado.”

La forma disco. Ecco, tutto si evolve ma la forma disco rimane sia esso materiale o digitale. A Edison interessa il disco e la musica che contiene, solo questo. Non siamo nostalgici ma neppure iper-techno.
Abbiamo scelto Creative Commons perché un minimo di tutela è necessaria, ma la Siae è inadeguata. Quando penso alla Siae mi viene in mente un palazzo grigio e triste pieno di burocrazia (forse la mia idea è influenzata dalle esperienze personali?) Creative Commons è non solo tutela ma una filosofia di distribuzione dinamica rivolto al web, che si evolve. Copy-left è in senso provocatorio il termine contrario di copy-right, è l’ideologia che si materializza attraverso le licenze CC.
Personalmente poi consiglio a tutti quelli che si volessero fare un idea di cosa voglia dire cultura copy-left di vedere il film RIP! A remix manifesto. Questo film mi ha letteralmente folgorato.

Il nome, Edison, deriva dall’omonimo ingegnere? Anche voi volete contribuire a diffondere invenzioni (in questo caso gruppi) utili all’uso comune?
Si esatto l’idea è legata al nome dell’inventore. Però tutti ricordano Edison (Thomas) per la sua più famosa invenzione e cioè la lampadina. In realtà è pazzesco perché già alla fine del 1800 Edison inventò il primo prototipo di registratore in grado di riprodurre poi i suoni registrati.  Una cosa veramente rivoluzionaria!! Ed oggi siamo qui nell’era digitale a mettere in pratica la sua intuizione.
Ecco intuizione è proprio la parola giusta. In certi momenti è quello che ci vuole che ti fa svoltare. Per noi l’etichetta è stato questo. La sua nascita è un’intuizione azzeccata, perché ci ha permesso di definire meglio quello che volevamo fare.

In base a cosa selezionate gli artisti da pubblicare?
Se intendi che scegliamo in base al genere musicale  ti dico subito no. Perché non siamo un etichetta di genere. Ci interessa prima di tutto la proposta musicale che deve essere valida in base ai nostri gusti. Aggiungerei che un tocco di sperimentazione sonora non guasta. Inoltre valutiamo anche fortemente l’aspetto collaborativo che i gruppi possono offrire. Perché diciamocelo chiaramente, nell’ambiente indie o ti sbatti o non fai nulla. La nostra idea di successo non coincide con l’idea di successo del pensare comune. Per noi è già un successo aver smosso le acque ed essere qui con voi a parlare di noi .

Al giorno d’oggi ci sono molte etichette come la vostra stessa ottica, avete molta difficoltà a farvi valere nel mercato indipendente?
Ecco vedi il mercato non è che ci interessi particolarmente. Non mi piace mai accostare la parola mercato alla musica. Il mercato è un posto positivo perché ci trovi buoni prodotti, ma l’altra faccia della medaglia è l’aspetto economico e del business.
Ma lo sapete che nel passato le case discografiche ci hanno sempre mentito sui numeri di vendita di dischi? Casinò Royale (tra l’altro gruppo che stimo tantissimo) che vende 50000-60000 copie, ma chi ci crede. Ed ora l’hanno anche ammesso. Solo che in passato realtà antieconomiche riuscivano a sopravvivere ugualmente. Oggi no.
Abbiamo quindi pensato ad un modello di etichetta sostenibile che implichi costi zero in termini monetari ma costi elevati in termini di energie umane, perché ci vogliamo sbattere per le nostre band. Siamo in grado di far uscire un disco senza spendere un euro garantendone la visibilità e speriamo di crescere sempre di più. Penso che sia una bella storia per una band che pubblichiamo che deve già affrontare grosse spese di registrazione.
Siamo in 6 ad occuparcene continuamente. A pensare alla promozione etc. Tieni presente che  l’etichetta nasce come evoluzione dell’agenzia di booking che occupa anche un bel po’ delle nostre energie.

Avete già in serbo nuovi artisti da lanciare?
Si ci sono già in progetto alcune uscite e su altre ci stiamo lavorando. Siamo particolarmente attivi perché in poco più di un anno siamo già al numero 9 di catalogo. Tenete d’occhio il sito www.edisonbox.it o mettete un mi piace su facebook o seguiteci su twitter per essere aggiornati sulle ultime news!

Non mi resta che ringraziarli vivamente per il tempo che mi hanno dedicato, e vi consiglio di visitare il loro sito, ascoltare i loro artisti, seguire la loro passione!

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