Nella terza puntata di The Needle abbiamo avuto sopiti i Mot Low, giovane band garage-punk astigiana. Ci hanno parlato del disco, appena uscito, Il ritorno della mezza stagione e hanno dato un forte contributo ai nostri sproloqui.
Vi abbiamo anche fatto scoprire la Edison Box, etichetta indipendente piemontese che divaga tra le sonorità più assurde. Hanno in catalogo artisti che amano sperimentare con i suoni, come i The Baboon, duo torinese che si diverte a mischiare il rockabilly con il lo-fi di cui abbiamo ascoltato “Glorious Nothings”, opening track dell’album Gentleman. Scopriamo anche “Mosquitos” dei Catalogue, trio marsigliese capitanato da una fanciulla, con un post-punk influenzato dai suoni surf degli anni ’70, sembra di essere finiti in un film poliziesco d’annata!
Proseguendo con il filone surf, ma sporcando il genere con la psichedelia e noise arriviamo a conoscere i Maniaxxx ammaliati dai riti sciamanici, ne decidano un album Shamanizm, realizzando un album ipnotico ma con una ritmica incalzante! Restiamo in tema con gli Indianizer, due cugini torinesi, Rich dei Foxhound e Bill dei Unconscious Trio. Hanno concepito l’album in 5 giorni intensi e fumosi d’estate, e le loro sonorità ce lo dimostrano in pieno.
Come ogni puntata di The Needle che si rispetti arriva il momento “pezzo strano”, questa volta non scelto da Chiara, ma da Valentina che ci presenta gli Umanzuki, simpatico trio toscano che unisce il jazz-core italiano con l’ipnotica ritmica psichedelica.
Concludiamo la puntata allontanandoci dalla psichedelia e i viaggi della mente per tornare nel mondo reale con i Dresda Bàruch, band dal sapore pop-folk.

Qui potete ascoltare il nostro podcast, e vi ricordiamo che il prossimo appuntamento è Mercoledì 19 marzo, sempre su Border Radio!

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