Di Valentina “Niniel” Garlant

Venerdì sera gli Aleph-zero, un duo torinese composto da chitarra/batteria (entrambi cantano), hanno suonato al Blah Blah. Ma non ve li presenterò io, perché ho colto l’occasione per scambiare due parole con loro e fargli un paio di domande, quindi lascio che si presentino da soli:

Aleph-Zero

Chi sono gli Aleph-zero?
“Aleph-zero nasce parecchi anni fa e dopo tanti  cambi di formazione e genere siamo rimasti io (Luigi ndr) ed Emiliano. Abbiamo iniziato a suonare in due come esperimento, perché sembrava infattibile, invece ci siamo trovati subito e dopo poco avevamo già scritto dei pezzi.
All’inizio non cantavamo nemmeno poi abbiamo iniziato ad aggiungere la voce perché ci veniva naturale e sembrava più completo. Non usavamo nemmeno i microfoni, urlavamo solo, anche nei live: urlavamo e basta. Poi ci hanno detto di mettere il microfono, abbiamo provato e superata la figura di merda siamo andati avanti così!”

Da che cosa è influenzata la vostra musica?
“Arriviamo da gusti e generi differenti, dall’emo all’elettronica, … Abbiamo dei punti in comune, ma tendenzialmente non ci ispiriamo a qualcuno in preciso. Ci è capitato di leggere di essere paragonati a dei gruppi che non conosciamo proprio o non ascoltiamo per vari motivi e ci siamo stupiti perché noi non rientriamo in un genere vero e proprio.T
Luigi: “personalmente io non mi ispiro a un gruppo in particolare, semmai a dei batteristi, anche perché ascolto diversi generi che vanno a periodi, adesso ascolto tanto i Sunn O))), che non è che centrino molto. Poi capita che riascoltandomi senta delle piccole influenze, ma minime. Cerco di suonare quello che mi piace, ho suonato in diversi gruppi e tante volte facevo cose che non mi piacevano o convincevano, con gli Aleph-Zero, invece, suono quello che voglio senza scendere a compromessi o avvicinandomi a cose già fatte.
La nostra è un’involontaria missione nel creare qualcosa che non c’è.
Nella musica noi non vogliamo scendere a compromessi per fare ciò che può piacere alla gente, noi facciamo quello che ci piace e se viene recepito bene. Noi facciamo del nostro meglio.”

Prima di questo album ne avevate pubblicato un altro!
“Si, avevamo pubblicato un ep di 8 pezzi.”

Ma se sono 8 pezzi è un album, non un ep!
“Fino a quando non sborsi i soldi per produrre qualcosa, noi lo consideriamo ep.
Era un ep autoprodotto, registrato in casa. Usavamo  anche un organetto, che poi con il tempo poi abbiamo deciso di eliminare, anche perché era sempre scordato e sbagliavamo le note suonando!”

E quest’ultimo album, “Singularity”?
“Un anno fa abbiamo deciso di investire un po’ di soldi, quindi di pubblicare un album.
Questo parla della singolarità della vita, di cogliere le piccole cose e scappare il più lontano possibile.
Anch’esso è completamente autoprodotto, non siamo sotto etichetta discografica (quelle impongono dei limiti e devi pagare senza avere delle certezze), non abbiamo adottato una tecnica di marketing, non abbiamo merchandising… Volevamo solo far ascoltare a tutti il prima possibile il nostro lavoro, le nostre fatiche!
Preferiamo spendere energie fisiche concentrandoci  solo sulla musica a suonare bene l’album e migliorarci, infatti abbiamo imparato a suonare l’album ascoltandolo ed è anche la prima volta che ascolto l’album e mi piace davvero tanto.”

Purtroppo è stata una breve intervista, ma molto interessante, pieno di imprevisti, tipo il registratore che non andava e/o le interruzioni degli amici, quindi la perdita del filo del discorso troppo frequente.
Saluto quindi i ragazzi e li lascio preparare per il live.
Poco dopo infatti iniziano… Propongono tutto l’album, “Singularity”, e presentano due inediti.
Il risultato:
40 minuti di frastuono, caos, voci incrociate tra di loro ed intarsiate nella chitarra e nella batteria.
40 minuti in cui si viene sbalzati in diversi generi ed epoche musicali, dai suoni più ovattati degli anni ’90, a quelli più netti e decisi dei 2000.
40 minuti di sincronia.
40 minuti che sono passati in un baleno.

Se non li avete mai ascoltati, vi consiglio di andare a sentire il loro ultimo lavoro. Se li avete sentiti, ma non li avete mai visti live, vi consiglio di andare a vederli.
Io l’album l’ho ascoltato più volte ed ho visto entrambi i loro ultimi live, ma questa volta, a differenza dell’altra, ero in prima fila, e i pezzi li ho cantati tutti! (Il mio pezzo preferito è Forget. Mi sono dimenticata di dirglielo di persona!)

www.facebook.com/pages/aleph-zero

aleph-zero.bandcamp.com/

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