di Valentina “Niniel” Garlant

RumbusMerrylegs

Cosa ho pensato appena ho ascoltato questo album? Ai treni. Non perché, come dicono i cosiddetti addetti ai lavori, “minchia oh, sembra un treno” riferendosi al ritmo, ma perché mi da la stessa sensazione che provo quando passo 6 ore in treno, interamente a guardare fuori dal finestrino. Molti trovano un supplizio passare 6 ore in treno (beh, non gli do tutti i torti) io invece lo adoro, perché mi danno modo di riflettere sul mio presente, sul mio futuro, mi permette di sognare e vengo distolta da tutto ciò solo quando il treno si ferma in qualche stazione, passa il controllore oppure il paesaggio viene interrotto dai tralicci della ferrovia.
Ecco, Concrete thoughts ha dei suoni fluidi che mi ricordano l’armonia della campagna che scorre, ai paesini apparentemente senza vita che attraverso, alla curva delle colline che appaiono all’improvviso; mentre i break IDM, che spuntano quando meno te lo aspetti, sono le distrazioni che ti riportano alla vita reale facendoti gustare quello che ne segue.
Anche la scelta dei pezzi può essere paragonata al transito del treno: “Oxyfujup”, infatti, è una continua sorpresa, beat dopo beat non sai che cosa aspettarti e in men che non si dica sono passati quasi quattro minuti e passi a “Printers”, ancora emozionante e curiosa, ma capisci già l’andamento delle tracce che seguiranno. Infatti il resto è una continua escalation di ritmi che si calmano solo a metà, con “Forcello”, che diventa quasi una ballata; giusto un paio di tracce per riprendere fiato ed ecco che arriva “Guolply”, mentre il treno continua a correre in tutta la sua velocità, fino a “Samntler”, in cui non ti rendi conto che sei arrivato alla tua fermata ed in fretta e furia prendi i bagagli, scendi dal treno al volo e lo guardi ripartire mentre pensi “che coglione, mi sono totalmente perso!”.

http://alkalinearrecordings.tumblr.com/post/67161508794/alk032-rumbus-merrylegs-concrete-thoughts

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